Stipsi

Malva
Un
tempo i nostri nonni quando soffrivano di stipsi utilizzavano la MALVA
,con le foglie si preparava un decotto che veniva utilizzato sia come
lassativo ma anche per le sue proprietà emollienti di protezione della
mucosa intestinale. Sambuco
Nella farmacologia popolare un altra
pianta utilizzata era il SAMBUCO. Dai frutti di tale pianta si otteneva una
marmellata purgativa ma poiché sarebbe occorso troppo zucchero per
confezionarla spesso ci si accontentava di infusi o decotti.
Marmellata
Ecco
la ricetta della marmellata: porre in una pentola di terra cotta tre etti di
frutti maturi sgranati,due bicchieri di acqua e tre etti di zucchero. Portare a
ebollizione rimestando sovente,fino che gli ingredienti si presentino amalgamati
e un poco gelatinosi. Un cucchiaino al mattino a digiuno per una settimana
stimolava la "pulizia" intestinale e risultava benefica per il fegato.
Congiuntivite
Camomilla
Per
questo problema o per chi soffriva di occhi gonfi e affaticati veniva usato un
decotto ristretto di CAMOMILLA. Si metteva un cucchiaio di fiori in un bicchiere
d'acqua e lo si lasciava bollire per dieci minuti e si applicava poi
freddo con una pezzuola prima di coricarsi. Rose e patate
Altrove si
mettevano in una scodella i petali di tre-quattro rose, si versava sopra l'acqua
bollente e quando ormai era tiepida ci si lavava gli occhi ripetendo più volte
l'operazione. Se invece si era stati troppo tempo sulla neve e gli occhi erano
arrossati bastava tagliare a fette una patata e con queste fette coprirsi gli
occhi prima di andare a dormire: già al mattino ci si sentiva meglio.
Altre piante
Tra
le piante curative utilizzate per la congiuntivite vi erano inoltre: il
Fiordaliso (Centaurea Cyanus), Euphrasia Off.e la Coda Cavallina (Equiseto).
Patologie digestive
Tarassaco
Per
chi soffriva di fermentazione o digestione lenta l'erba selvatica più
utilizzata dai nostri nonni era il TARASSACO. Si faceva bollire a fuoco
basso per mezz'ora in un litro d'acqua una tazzina di radici secche e qualche
foglia sbriciolata;si lasciva raffreddare,si filtrava e se ne beveva una
tazzina da caffè con un po' di miele dopo i pasti.Dal Tarassaco si
poteva altresì ottenere un succo pestando una buona quantità di foglie fresche
e radici,si lasciavano riposare per dieci minuti circa,poi si filtrava
attraverso un pezzo di tela e si otteneva un essenza di colore verde-marrone con
un odore aspro e un gusto amarissimo.Se ne prendevano alcune gocce al mattino e
dopo il pasto serale,diluite in acqua tiepida per una ventina di giorni.
Artemisia glacialis
I
pastori di alta montagna, specie nella zona del massiccio del Gran
Paradiso, per tali problemi utilizzavano le proprietà digestive dell'ARTEMISIA GLACIALIS dal greco artemes (sano) e dal latino glacialis (freddo), piccola
pianticella che cresce fino ai 3200 metri fra le rupi divenuta famosa per la
produzione del liquore Genepy. Genziana lutea
Mentre in Val d'Aosta si
diceva "La radice della genziana mantiene la persona giovane e
sana". I nostri nonni facevano bollire le radici della GENZIANA LUTEA
con ACHILLEA e VIOLE e ne bevevano il decotto prima di coricarsi quando
soffrivano di digestione lenta. Altri rimedi
Altri preparavano il
Kummel, liquore a base di semi di cumino dei prati (Carum Carvi), che mescolato con
acqua dà un ottimo rimedio. In altre valli veniva invece
utilizzato il SERPILLO (Thimus Serpyllum) e l'ARTEMISIA ABSINTIUM oppure
decotti di ALLORO che facilitavano la digestione e favorivano il sonno.
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